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"Marzia, calibro nove lungo"

«Ho saputo che stai per uscire…»

«No. Ehi, e come lo avresti saputo?»

«Siamo in questura, e siamo a Napoli, due elementi che fanno un melange topico, siamo investigatori per natura e pettegoli per tradizione.»

«’Nciucissi?»

«Vada per inciucissi, ma la storia quando esce? La stai portando per le lunghe Marzia!»

«Io? Sono un personaggio, il principale, ma la storia non l’ho scritta io, io al massimo so sparare e dare qualche calcio nello stomaco, neanche a piangere so’ bbona! Chiedi all’autore, Nino: chiedi!»

«Quanto sei sprucida, l’autore neanche mi pensa, cioè si perché sono uno dei personaggi principali, ma con me non parla, tu sei il suo immaginario del momento…ehi, attenta con quella borsa mi hai quasi spaccato un braccio, cos’hai dentro?»

«La pistola sce’, mica me la posso mettere sotto l’ascella come te? Ho un reggiseno quinta D!»

«E prendi una piccola Smith & Wesson, chi ti dice niente se ne porti una fuori ordinanza?»

«Sono figlia di poliziotto, figlia di stato, ho la mia Fs brigadier, calibro nove lungo.»

(Il resto lo racconto a fine agosto, perché la storia finisce con l’estate, voi fatevi le vacanze, ci vediamo i primi di settembre con Marzia, calibro nove lungo – edizioni Cento Autori )

...

 


Nel ventitreesimo anniversario di via D'Amelio - a Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, un giudice e cinque poliziotti, tutti figli di stato.

Pubblicato il 18/7/2015 alle 17.38 nella rubrica info letterarie.

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