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"Questa Scuola non è un Albergo!"

“Questa Scuola non è un Albergo!”

Non c’è più Massimo Troisi, ci avrei visto lui nella parte di Lorenzo il padre del personaggio principale del libro di Pino Imperatore, l’ultimo Troisi, quello de “Il Postino”, e chiamerei Nicola Piovani per la musica, il premio Oscar per “La Vita è Bella”, perché questo libro è già un film mentre lo leggi.
C’è il coraggio di essere romantici, c’è l’assenza di paura nel proporre una storia limpida, allegra e solare in un mondo che ha tradito tutte le aspettative di bontà.

Pino Imperatore ci riporta a scuola, ci fa ridere, sorridere, commuovere, attraverso l’io narrante di un ragazzo che sta per raggiungere la maturità culturale e fisica. L’autore sale in cattedra, non per fare il docente ma per filmare una classe dall’alto, per raccontare a noi come eravamo e ai ragazzi di oggi “come sono”.

Nessuna paura di essere banale e scontato, né di essere accusato di buonismo, il libro intercetta i desideri di generazioni di padri e figli attraverso un umorismo che non si leggeva dai tempi di Achille Campanile - e lo scrittore è legato a filo doppio al grande maestro essendo lui l’ideatore del primo e unico Laboratorio di Scrittura Comico Umoristica in Italia dedicato al grande maestro.

Una classe di un istituto alberghiero di Napoli all’ultimo anno prima della maturità, raccontata come un Vasco Pratolini d’annata de “Il Quartiere”, entrando nei conflitti umani dei ragazzi con la lèvità dell’umorista, con un filo drammatico e sotterraneo, che parte da un tredici luglio, e si conclude nello stesso giorno di anni dopo. Il lieto fine che ci si aspetta, poi arriva, Pino Imperatore fa parte del mio club: “disneyani non pentiti”.
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Pubblicato il 18/5/2015 alle 11.34 nella rubrica info letterarie.

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