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Le avventure di Max Fontanarossa.

 

 

                                         

        Ridere fa bene, Bergson diceva che “Il riso castiga certi difetti pressappoco come la malattia castiga certi eccessi”. Quindi ridere è un po’ cattiveria genuina e inconscia, sempreché si rida solo degli altri, ma se si comincia con sé stessi allora è un atto di umiltà. Nei due casi, fa bene.

Inciampare in un tombino e ridere di sé è straordinario, lascia intravedere un senso sereno e ilare della vita, un ottimismo innato, io però più che ottimismo comincio a essere fesso, inciampo pure nei pali e riesco a ridere solo quando mi passa il dolore della capocciata.

Si diventa umoristi perché c’è un doppio senso interno che ci fa vedere le cose prima regolarmente, e dopo capovolte, e se capovolgi un uomo,una storia o un’automobile, nel minore dei casi sorridi: avete mai visto una 600 fiat capotata? È uno spettacolo che Woody Allen non saprebbe raccontare.

 

        Quello che ho scritto di umoristico nel tempo parte da questo mio modo di essere, ridanciano,allegro fuori (dentro ogni umorista ha angoli di tristezza immani) e politicamente scorretto.

Max Fontanarossa è la somma di tutto. Dopo aver assolto la tristezza narrando la vita e la storia drammatica di Gianmarco Bellini con “Notte in Arabia”, avevo bisogno di togliere la giacca, indossare il cappellino da baseball di traverso e andare a bussare ai citofoni per poi scappare dopo aver gridato “Tutti giù, sta andando a fuoco la casa”.

 

        È un giudice rovesciato Massimiliano Clemente dei conti mastello-Fontanarossa, detto Max. Irriverente, puttaniere, gaudente e soprattutto libero. Ha una squadra giudiziaria improbabile, composta dal buon maresciallo Fontanella e dal subdolo e simpatico brigadiere Ascanio Canillo. Gli girano intorno personaggi tra il finto e il vero, con nomi che sembrano inventati, ma spesso sono veri nome omen, come quello del medico legale Romino Malasorte, la contessa zoccola Maria Preziosa Beneamante, il segretario della procura Aspreno Vulva (è realmente esistito nel ‘600 un pittore minimo napoletano con questo nome), la moglie del maresciallo Maria Illuminata de Drio, detta Lulù, la cancelliera Astemia Nobile e altri personaggi surreali.

        La parte noir è disneyana: si indaga su omicidi dove alla fine il morto non c’è, ed è già questo un modo per essere cialtrone da parte mia.

La parte sociale è politicamente scorretta, battute sul sesso da bar Sport, ammiccamenti scurrili, gay chiamati “ricchioni” (perché non è chiamandole con eufemismi politicall correct che si rispettano le persone che hanno sensibilità diverse).

Promessa di un lieve divertimento: si, cultura - per non parlare addirittura di letteratura -: no, per carità, gli scrittori sono cosa altra, e anche gli umoristi veri dal vecchio Michele Serra, a Bergonzoni e al maestro Benni, io sono un allievo teppista e spero di crescere un giorno, il tempo c’è Camilleri lo sa bene.

                                         

Sara Palumbo, avvocato e editor – Ph Richard Mc Sundy

LE AVVENTURE DI MAX FONTANAROSSA (Storie di Donne & Delitti) –
Cover Riccardo Marassi - Impaginazione grafica Maria Rosaria Vado

Kairòs Edizioni - € 10.0 - maggio 2014 -

Pubblicato il 31/5/2014 alle 12.25 nella rubrica info letterarie.

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