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Se i poeti scrivono romanzi...



I poeti sono talmente lievi che ti fanno sentire una libellula quando raccontano l’anima in quattro parole.

Voi immaginate per un momento se uno di loro – nella fattispecie una, una poetessa – voglia raccontare una storia allungandola in un romanzo.

Tutti mettono un po’ di sé nelle storie, i poeti mettono tutto sé stesso.

Cristina Bove mette la sua vita su un piatto che gira come un disco di vinile, con al centro il buco del cuore.

La levità delle parole è proporzionalmente legata al peso specifico di chi legge: il lettore sensibile entra nelle parole e diventa anche lui leggero, nonostante stia leggendo una storia di vita che potrebbe definirsi pesante. Calvino nelle “Lezioni americane” raccontò appunto l’importanza della leggerezza, e la grandezza della letteratura semplice che penetrando nelle menti riesce a rendere agili i concetti più pesanti.

Scoprì di essere, l’anima, e di non averla quando nel coma dialogò con le luci.”

Bellezze e tormenti, salti di gioia e salti nel vuoto narrati con la spatola di una pittrice che ha mangiato pane amaro, intingendo sempre la penna nel miele.

“Questa camera ha pareti tracciate a matita

il mio corpo è un disegno stilizzato

sono l’immaginaria linea di demarcazione

tra l’infinito e il letto.”

Il dolore fisico trattato come un vento forte che passerà; il dolore del cuore, dei sentimenti esposto come un lenzuolo nell’aia.

Non è una biografia, ma una dolce passeggiata in una vita. Un’esistenza da romanzo, infatti un romanzo.

Le parole hanno di bello che non è necessario stare in piedi e imbrattarsi le mani, che non si consumano colori né pennelli, che non bisogna avere forza nelle braccia per sgorbie e mazzuoli, e che si possono cavare da una tastiera, comodamente a letto.

Inoltre non finiscono mai. Attraversano le mani, premono nelle dita, spiccano nello schermo nella disposizione che avevano già nella mente. Una magia, ecco.

È Cristina Bove – Una per mille – Edizioni Smasher


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Pubblicato il 2/3/2014 alle 18.39 nella rubrica info letterarie.

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