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Agi Berta, una voce ungherese nell'Europa del Silenzio.

 

Agi Berta

 
 
Non mi occupo di politica, non più, ora farei lo scrittore, contrabbandando favole surreali, a volte per far sorridere, tante altre, per condividere parole. Ma il gioco si fa duro. Il paese dei campanelli, la dolce Ungheria è sotto il giogo di una “dittatura democratica”, uno dei rischi più gravi per la democrazia, specialmente per chi ricorda storicamente come arrivò al potere Hitler e come ci è arrivato il satrapo nostrano, la mia amica Agi Berta ha lanciato un grido di dolore dalle pagine di Facebook, copio le sue parole e condivido sul mio blog.
Agi Berta è un’intellettuale ungherese naturalizzata italiana, vive a Napoli da moltissimi anni, dove ha due figlie e due amori, il golfo partenopeo e la sua amata Ungheria. Quest’estate ha collaborato con Andrea Tarquini su  “La Repubblica”, aiutando il brillante giornalista a districarsi nell’inquietante magma politico che si sta creando in quel paese.
       
        “Mi sono sempre chiesta come è stato possibile a trasformare in pochi anni  la repubblica di Weimar in uno stato nazista. Beh la sto imparando dalla scansione delle nuove leggi introdotti in Ungheria dal primo ministro Orban. Secondo Liberation con le nuove norme elettorali introdotte in Ungheria ad Orban basterà raggiungere il 25% dei voti per farlo diventare una maggioranza di 2/3.
        L’Ungheria dunque non avrà bisogno di imbrogliare le elezioni come succede nella Russia di Putin, perché le regole stesse permettono delle pesanti falsificazioni. Gabor Schering (LMP) aveva dichiarato che la legge attualmente in vigore di fatto impedisce che i cittadini possano cambiare il governo.
        Anche il sistema di tassazione è catastrofico. In un momento di grave crisi lo stato perde 1,6 miliardi di euro perché i ricchi pagano la stessa percentuale di tasse che i poveri. Mentre i salari dei poveri, dunque la stragrande maggioranza degli ungheresi, sono pesantemente abbassati a causa delle tasse, i ricchi pagando la stessa percentuale di fatto pagano pochissimo. Poiché anche questa “ tassazione a quota unica” è legge dello stato, sarà impossibile cambiarla.
Perfino Orban aveva riconosciuto con molta compiacenza d’aver legato la mano di ogni futuro governo.
        In questa settimana inoltre è stata accettata una nuova norma parlamentare che, di fatto, impedisce i dibattiti parlamentari. Il giorno prima di Natale il parlamento ungherese aveva coniato 17 (DICIASSETTE) nuove leggi senza alcun dibattito. Ciò aveva fatto infuriare l'esigua opposizione…che è stata arrestata per aver osato protestare. E' vero, poche ore dopo sono stati tutti rilasciati - tra cui il precedente primo ministro Ferenc Gyurcsany - ma le leggi sono stati comunque accettate. E si tratta di leggi che influenzeranno pesantemente tutto il futuro della politica ungherese ovviamente in una direzione autoritaria.
        La stragrande maggioranza degli ungheresi non sa niente di queste manovre, ne degli scioperi, tanto meno dello sciopero di fame per la stampa libera di molti giornalisti, o di tante altre norme truffe introdotte perché a causa della legge bavaglio anche le tv private sono costretti ad autocensura. Solo i cittadini che leggono i pochi giornali ancora liberi sono almeno informati, ma di fatto sono sotto ricatto. Molti amici miei mi chiedono di non inserire commenti politici sulla loro bacheca. Temono licenziamenti e ritorsioni, anche solo per aver un contatto FB eversivo come me (sic!).
 
Agi Berta e Ferenc Karinthy, scrittore e novellista ungherese (1921/1992)
 
        Dopo aver imbavagliato i media, Orban aveva “riformato” anche la giustizia e ciò aveva reso possibile rivedere le condanne inflitte agli estremisti di destra dopo gli scontri del 2006. L’età pensionabile dei giudici è sceso da 70 a 62 cosi i neofascisti al governo si sono liberati dei 300 giudici di maggior prestigio e esperienza. (perdonatemi ma non mi va più di usare sinonimi soft come "bonapartisti, reazionari" sono fascisti e basta!)
 Agi Berta (anni '80)
E’ inquietante la concentrazione di potere nelle mani di Tunde Hando – amica intima della famiglia di Orban nonché moglie di un eu parlamentare fidesz – nominata per 9 anni a guidare l’ufficio nazionale degli affari di giustizia. L’unica persona che ha osato alzare la voce contro questo provvedimento è sta Andras Baka, presidente della corte suprema ed è stato immediatamente rimosso dalla sua posizione.
L’ UE tace. Certo, è presa da altri problemi ben più importanti che non la trasformazione di un paese piccolo piccolo in regime fascista. Forse si illudono che se le cose si mettono male, se lo scontro finale a cui Orban si sta preparando diventa effettivo, potrebbero "mangiarlo in un solo boccone" come fece il lupo cattivo con Cappuccetto Rosso. ma non è cosi. I bocconi avvelenati avvelenano tutti.”
God save Hungary! Per favore diffondete.
(magari dopo aver corretto gli errori ortografici)
 
Agi Berta

Pubblicato il 29/12/2011 alle 15.15 nella rubrica Diario.

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