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Rock Sentimentale - Patrizia Rinaldi

“Ora dico io: ma si deve essere proprio scemi a perdere pace per una che ti fa sentire un nulla, che ti fa sentire un neo bianco nella via lattea che si confonde nello sfondo. È volere bene ad un moscerino in un occhio quando vai in motorino…”

 

Patrizia Rinaldi è amica mia. C’è conflitto di interessi.
Patrizia Rinaldi è una solida scrittrice e, essendo io un autore piccolo ma comunque muratore di parole, diciamo scrittore con la cazzuola, sarei un suo collega.
C’è conflitto d’interesse.
Patrizia Rinaldi e pure bella (ma qui dove sta’ il conflitto?).
Rock sentimentale è il suo romanzo del 2011, romanzo non libro, perché quest’anno ha pubblicato Il Cavedio (Fernandel Editore), libro a quattro mani e una tenera antologia semi umoristica titolata Le felicità consumate (Cento Autori Editore).
La Rinaldi, che ha vinto una carriola di premi - ora non mi metto a elencarli, andate su Wikipedia - tra cui il Premio Elsa Morante, è convinta di aver scritto un libro per ragazzi, anche la El Edizioni ne è convinta (vi dice poco il nome El? È una storica casa editrice triestina, fin dal 1849, che essendo di proprietà Einaudi gestisce tutta la letteratura per ragazzi del colosso torinese).

 

Rock sentimentale è invece un romanzo grande e adulto. Narra un pezzo di società italiana attraverso una famiglia tipo, madre, figlio maschio, figlia femmina, padre - ghost (quasi tutti i padri sono fantasmi che aleggiano negli appartamenti). Il linguaggio adottato dalla scrittrice è impressionante talmente è preciso nella riproduzione del lessico giovanile, e se non conoscessi la sua età, direi che siamo davanti al fenomeno di una giovane promessa letteraria che ha meno di 22 anni.

 

Blanca Flaccovio Editore 2009

        Chi è il personaggio principale che non mi faccia dire “è una storia corale”? Mau, la madre, ex rock, ex giovane, ex (crede lei) bella?, con un nome che è un acronimo di Mena Assunta Umberta, sintetizzato per pudore? Con le nevrosi delle 40enni, con ancora nel sangue la Fender Telecaster e le vibrazioni di Springsteen, ma madre chioccia?

Oppure il figlio maschio Moo, così chiamato perché risponde sempre con indolenza napoletana alle richieste degli altri - “Si, mo’, adesso, mooò vengo…”? Moo che è amico/fratello di Pisolo, e che tutti e due insieme dovrebbero innamorarsi di Ludo, deabiondabellissima del liceo?
O Pisolo, che sarebbe Sergio, ma è Pisolo perché raramente è stato visto sveglio, perché lavora nella pizzeria del padre e non dorme, perché la camorra chiamata con eufemismo poetico/giovanile “Criminal”, gli fa saltare la pizzeria?
O Maria Stella? che la vorremmo tutti per figlia/sorella/fidanzata perché è tutto il positivo che una famiglia può avere - ma pure lei, oh, ne combina…
 
 
 
O è la musica il personaggio principale, l’oggetto animato, quasi soggetto, che viaggia carsico per le pagine?
È un coro greco indolente, tutte le voci della narrazione si sovrappongono e si uniscono senza preoccupazione, con uno statico determinismo, quella che definisco: “l’ineluttabilità della vita”, tutto sembra ineluttabile, come nella legge di Murphy, se deve accadere accadrà. Anche il lieto fine può accadere, come si fa a saperlo?
È un delizioso romanzo, ma via dalle categorie, facciamo scaffali da 10 a 70 anni nelle librerie e aboliamo i generi, ne guadagnerà la cultura.
Da leggere subito, magari a un tavolino da caffè, cercando di capire chi siamo noi, se la tenera e sconvolta madre Mau, o la deliziosa intelli/Maria Stella.
Siamo vecchi o giovani? O tuttinsieme?
 
ROCK SENTIMENTALE 
EL EDIZIONI
(Einaudi Ragazzi) €10.50
(Che mi sembra un prezzo ridicolo per 180 deliziose pagine)

Pubblicato il 30/9/2011 alle 20.50 nella rubrica Diario.

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