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gli occhi della memoria sono più acuti di quelli di uno sparviero


Diario


13 aprile 2015

Quando non è tempo di parlare.

Quando non è tempo di parlare.
Oggi che non vuoi parole, che il silenzio lo compreresti.

Adesso che mi vuoi vicino come odore e calore, e luce dalla pelle, ora so che devo darti solo sguardi.

Occhi che raccontano; che brillano te che brilli.


Milano - Castello Sforzesco  1° febbraio 2015


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permalink | inviato da dido il 13/4/2015 alle 18:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


9 aprile 2015

È nata una stellina, anzi una stella.


Claudio Lolli cantava in una famosa canzone degli anni ’70: «Lo vedi siamo tutti morti e non ce ne siamo neanche accorti!». Lolli era un cantante politico e decadente, narrava della morte sociale a cui ci stava riducendo il capitalismo. Non dava speranze di rinascita né ricette di sopravvivenza.
In “Cade la terra” Carmen Pellegrino parla di altro, ma resta nel solco livido della morte e della resurrezione, dice che spesso ci sono cose vive che danno un’apparenza mortale mentre molte cose considerate prive di sostanza, narrano, rivivono negli occhi di chi sa guardarle, ma nonostante scriva di cose cadenti, di palazzi e vite franate insieme, il libro non ha un taglio decadente, entra in un territorio surreale dove la poesia interviene a suggellare tutto.

La Pellegrino scava nei luoghi abbandonati che visita con curiosità scientifica, pezzi di vita dimenticati; quella che sembra una narrazione surreale è invece un percorso letterario all’incontrario. Se la poesia è sintesi meravigliosa, un racconto in undici endecasillabe che racchiudono universi lunghissimi, il libro della Pellegrino è l’allungare la poesia in un romanzo.

Un paese immaginario, ma non tanto - perché ve n’è tanti - che frana a valle lentamente, espellendo la sua carne viva, coloro che lo hanno costruito e reso vivo con sangue, parole, respiri e anime vagolanti, e il riesumare le sue pietre, come un colpo di moviola cinematografica all’indietro.

Che bel libro, avevamo bisogno di leggere parole incastrate tra denti e cuore, avevamo bisogno di buona letteratura. Benvenuta Carmen Pellegrino, ragazza gentile.

Cade la terraCarmen PellegrinoGiunti €14.00

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Un attimo

Felice/mente spossato/a,

un attimo è stato un attimo

neanche il tempo di pensarlo, l'attimo

un grande fiume caldo salito al cuore

e giù fino all'infinito, un attimo

è stato un attimo/ veloce come

cavaliere che rincorre la giumenta

scappata in un attimo e raggiunta

come fiume caldo fuggito dal cuore,

un attimo è stato un attimo.

 

F. Di Domenico 29 XII 2009

 

Un omaggio a due attimi, differiti,

ma unisonici.

 

 

 “…il culo del cammello, smuove le dune
 del deserto…”
 “Pensieri sullo sterco molle delle dune a
 nord di Rabat”
 
 di Zhui El Khan
 


  Il nuovo libro

       La mia prima antologia personale
       21 racconti/ventuno soluzioni di
       vita per chi crede di essere normale.
  
        
         le tre antologie
    che raccolgono miei racconti

        


       

     

    

    

    

    

Arte & Artisti di Famiglia



        

Maria Chiara Di Domenico "Deserto d'oro"

          Scultura & Pittura
          
          
               
                
Ahmed Al Safi
Nato in Iraq nel '71, allievo di Ismail Fattah
padre dell'arte irakena. Vincitore del premio
"Ismail Fattah 2000". L'arte di Al Safi, riflet-
te quella generazione di artisti che negli an-
ni novanta hanno vissuto il disagio dell'emb-
argo
e della dittatura saddamista e, succes-
sivamente dell' ulteriore sfacelo dell'
Iraq con
l'arrivo delle truppe straniere.
Vive e lavora a Issoudun in Francia, nella
splendida regione de "L'Indré".


 The Lord

The Saatchi Gallery - Contemporary art in London

Ahmed Al Safi - "Didò scrittore"




 

     


 

 

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