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Diario


18 maggio 2015

"Questa Scuola non è un Albergo!"

“Questa Scuola non è un Albergo!”

Non c’è più Massimo Troisi, ci avrei visto lui nella parte di Lorenzo il padre del personaggio principale del libro di Pino Imperatore, l’ultimo Troisi, quello de “Il Postino”, e chiamerei Nicola Piovani per la musica, il premio Oscar per “La Vita è Bella”, perché questo libro è già un film mentre lo leggi.
C’è il coraggio di essere romantici, c’è l’assenza di paura nel proporre una storia limpida, allegra e solare in un mondo che ha tradito tutte le aspettative di bontà.

Pino Imperatore ci riporta a scuola, ci fa ridere, sorridere, commuovere, attraverso l’io narrante di un ragazzo che sta per raggiungere la maturità culturale e fisica. L’autore sale in cattedra, non per fare il docente ma per filmare una classe dall’alto, per raccontare a noi come eravamo e ai ragazzi di oggi “come sono”.

Nessuna paura di essere banale e scontato, né di essere accusato di buonismo, il libro intercetta i desideri di generazioni di padri e figli attraverso un umorismo che non si leggeva dai tempi di Achille Campanile - e lo scrittore è legato a filo doppio al grande maestro essendo lui l’ideatore del primo e unico Laboratorio di Scrittura Comico Umoristica in Italia dedicato al grande maestro.

Una classe di un istituto alberghiero di Napoli all’ultimo anno prima della maturità, raccontata come un Vasco Pratolini d’annata de “Il Quartiere”, entrando nei conflitti umani dei ragazzi con la lèvità dell’umorista, con un filo drammatico e sotterraneo, che parte da un tredici luglio, e si conclude nello stesso giorno di anni dopo. Il lieto fine che ci si aspetta, poi arriva, Pino Imperatore fa parte del mio club: “disneyani non pentiti”.
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16 febbraio 2012

"Benvenuti in Casa Esposito"

 

        Benvenuti in Casa Esposito è una narrazione napoletana, nel più classico degli stili che ci si potesse aspettare, quello ereditato dal grande teatro partenopeo, e al contempo possiede al suo interno la levità del linguaggio del principe De Curtis, il tutto però forma uno stile nuovo e particolarissimo, quello di Pino Imperatore.
Negli anni questo scrittore ci aveva messo in preallarme, con opere preliminari, all’arrivo di quest’evento, con saggi umoristici di notevole spessore e con un lavoro incessante di coordinamento e guida dell’umorismo napoletano e nazionale attraverso il suo corso di Scrittura Umoristica dedicato ad Achille Campanile, unico nel suo genere in Italia e alla Presidenza della Sezione Scrittura Comica del Premio Massimo Troisi.

 

Il racconto è una mini pastorale che, partendo dal vulnus della mala vita, quella che può sembrare marginale - ma a Napoli non lo è perché coinvolge tutti gli strati della società - narra con un alibi umoristico la tragedia di tante famiglie lambite o coinvolte direttamente nel cancro dell’antistato, della vita borderline di chi, per destino di questa città, vi inciampa. Pino Imperatore dimostra una deliziosa capacità di umorismo e sarcasmo nell’innervare in questa storia, che a volerla leggere con altre lenti “è la storia”, l’idea sotterranea del progetto narrativo: entrare nel corpo della questione napoletana: la cultura del malaffare, quella costituzione non scritta che secoli di storia e di lassismo dei predoni che hanno posseduto la nazione partenopea, hanno contribuito a istituzionalizzare.
Ma stiamo parlando di un libro umoristico?

 

Sicuramente. Ci sono momenti, quando il sorriso diventa risata pura, e per questo e controindicato da leggere in metrò perchè gli altri passeggeri potrebbero guardarvi in modo strano. È classico affermare: è un romanzo corale ma è così, ogni personaggio vive di luce propria e autorevole, compresa un’iguana che si chiama Sansone e il coniglio Giggetto, per non parlare di un teschio che possiede una grande anima.
L’operazione della Giunti di mettere un prezzo bassissimo ad un’opera di 260 pagine, con una cover preziosa e un’impaginazione molto bella è encomiabile e può servire a calmierare il mercato editoriale che con i prezzi altissimi sembra sia esploso come con i compensi dei calciatori (ma sembra che sull’idea ci sia lo zampino di Imperatore).
 
“Benvenuti in Casa Esposito” - Giunti Editore - €10

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Un attimo

Felice/mente spossato/a,

un attimo è stato un attimo

neanche il tempo di pensarlo, l'attimo

un grande fiume caldo salito al cuore

e giù fino all'infinito, un attimo

è stato un attimo/ veloce come

cavaliere che rincorre la giumenta

scappata in un attimo e raggiunta

come fiume caldo fuggito dal cuore,

un attimo è stato un attimo.

 

F. Di Domenico 29 XII 2009

 

Un omaggio a due attimi, differiti,

ma unisonici.

 

 

 “…il culo del cammello, smuove le dune
 del deserto…”
 “Pensieri sullo sterco molle delle dune a
 nord di Rabat”
 
 di Zhui El Khan
 


  Il nuovo libro

       La mia prima antologia personale
       21 racconti/ventuno soluzioni di
       vita per chi crede di essere normale.
  
        
         le tre antologie
    che raccolgono miei racconti

        


       

     

    

    

    

    

Arte & Artisti di Famiglia



        

Maria Chiara Di Domenico "Deserto d'oro"

          Scultura & Pittura
          
          
               
                
Ahmed Al Safi
Nato in Iraq nel '71, allievo di Ismail Fattah
padre dell'arte irakena. Vincitore del premio
"Ismail Fattah 2000". L'arte di Al Safi, riflet-
te quella generazione di artisti che negli an-
ni novanta hanno vissuto il disagio dell'emb-
argo
e della dittatura saddamista e, succes-
sivamente dell' ulteriore sfacelo dell'
Iraq con
l'arrivo delle truppe straniere.
Vive e lavora a Issoudun in Francia, nella
splendida regione de "L'Indré".


 The Lord

The Saatchi Gallery - Contemporary art in London

Ahmed Al Safi - "Didò scrittore"




 

     


 

 

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