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Diario


16 febbraio 2012

"Benvenuti in Casa Esposito"

 

        Benvenuti in Casa Esposito è una narrazione napoletana, nel più classico degli stili che ci si potesse aspettare, quello ereditato dal grande teatro partenopeo, e al contempo possiede al suo interno la levità del linguaggio del principe De Curtis, il tutto però forma uno stile nuovo e particolarissimo, quello di Pino Imperatore.
Negli anni questo scrittore ci aveva messo in preallarme, con opere preliminari, all’arrivo di quest’evento, con saggi umoristici di notevole spessore e con un lavoro incessante di coordinamento e guida dell’umorismo napoletano e nazionale attraverso il suo corso di Scrittura Umoristica dedicato ad Achille Campanile, unico nel suo genere in Italia e alla Presidenza della Sezione Scrittura Comica del Premio Massimo Troisi.

 

Il racconto è una mini pastorale che, partendo dal vulnus della mala vita, quella che può sembrare marginale - ma a Napoli non lo è perché coinvolge tutti gli strati della società - narra con un alibi umoristico la tragedia di tante famiglie lambite o coinvolte direttamente nel cancro dell’antistato, della vita borderline di chi, per destino di questa città, vi inciampa. Pino Imperatore dimostra una deliziosa capacità di umorismo e sarcasmo nell’innervare in questa storia, che a volerla leggere con altre lenti “è la storia”, l’idea sotterranea del progetto narrativo: entrare nel corpo della questione napoletana: la cultura del malaffare, quella costituzione non scritta che secoli di storia e di lassismo dei predoni che hanno posseduto la nazione partenopea, hanno contribuito a istituzionalizzare.
Ma stiamo parlando di un libro umoristico?

 

Sicuramente. Ci sono momenti, quando il sorriso diventa risata pura, e per questo e controindicato da leggere in metrò perchè gli altri passeggeri potrebbero guardarvi in modo strano. È classico affermare: è un romanzo corale ma è così, ogni personaggio vive di luce propria e autorevole, compresa un’iguana che si chiama Sansone e il coniglio Giggetto, per non parlare di un teschio che possiede una grande anima.
L’operazione della Giunti di mettere un prezzo bassissimo ad un’opera di 260 pagine, con una cover preziosa e un’impaginazione molto bella è encomiabile e può servire a calmierare il mercato editoriale che con i prezzi altissimi sembra sia esploso come con i compensi dei calciatori (ma sembra che sull’idea ci sia lo zampino di Imperatore).
 
“Benvenuti in Casa Esposito” - Giunti Editore - €10

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Un attimo

Felice/mente spossato/a,

un attimo è stato un attimo

neanche il tempo di pensarlo, l'attimo

un grande fiume caldo salito al cuore

e giù fino all'infinito, un attimo

è stato un attimo/ veloce come

cavaliere che rincorre la giumenta

scappata in un attimo e raggiunta

come fiume caldo fuggito dal cuore,

un attimo è stato un attimo.

 

F. Di Domenico 29 XII 2009

 

Un omaggio a due attimi, differiti,

ma unisonici.

 

 

 “…il culo del cammello, smuove le dune
 del deserto…”
 “Pensieri sullo sterco molle delle dune a
 nord di Rabat”
 
 di Zhui El Khan
 


  Il nuovo libro

       La mia prima antologia personale
       21 racconti/ventuno soluzioni di
       vita per chi crede di essere normale.
  
        
         le tre antologie
    che raccolgono miei racconti

        


       

     

    

    

    

    

Arte & Artisti di Famiglia



        

Maria Chiara Di Domenico "Deserto d'oro"

          Scultura & Pittura
          
          
               
                
Ahmed Al Safi
Nato in Iraq nel '71, allievo di Ismail Fattah
padre dell'arte irakena. Vincitore del premio
"Ismail Fattah 2000". L'arte di Al Safi, riflet-
te quella generazione di artisti che negli an-
ni novanta hanno vissuto il disagio dell'emb-
argo
e della dittatura saddamista e, succes-
sivamente dell' ulteriore sfacelo dell'
Iraq con
l'arrivo delle truppe straniere.
Vive e lavora a Issoudun in Francia, nella
splendida regione de "L'Indré".


 The Lord

The Saatchi Gallery - Contemporary art in London

Ahmed Al Safi - "Didò scrittore"




 

     


 

 

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