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Diario


18 marzo 2011

Tamarreide - Un tamarro è per sempre di Floriana Tursi.

 
Tanti anni fa girava uno slogan: “Sorridere, la violenza della non-violenza” e in questo caso è conclamato, la Tursi vi farà violenza con quest’opera. Quando la scienza diventa divertimento, è il momento di leggere Floriana Tursi, allegra scienziata del comportamento coatto.
Lei gira per le strade di Napoli analizzando il nuovo barbaro, l’uomo che contravvenendo Darwin fa il percorso all’incontrario, l’involutore della specie.
Lo fa in modo scientifico, anche se il suo taccuino trasuda sghignazzi soddisfatti, come se fosse seduta in un palchetto del teatro Trianon ad osservare l’avanspettacolo.
        In Italia l’oggetto di studi della scrittrice è definito in tanti modi, dal cafone, al coatto, allo zotico. Ma lo screanzato, il ridondante e maldestro rompiscatole, il signore assoluto dell’insolenza indolente, a Partenope è detto “Il Tamarro”.
Una volta il “cafonciello”, apparteneva al ceto basso, era povero. Per essere alla moda degli attori americani e diventare biondo, faceva lo shampoo con la candeggina. Oggi, il Tamarro oggetto di studi dell’autrice, è un quasi borghese, è il nuovo ricco. Viaggia in Porsche Cayenne, si fa le meche dal parrucchiere in, e impreca contro Maroni per la tessera del tifoso (non sapendo di averlo votato).
        Nel libro, quest’universo di anime luccicanti - raccontate con un disincanto paraculo che ci fa credere in un vero saggio - queste strane bestie sfavillanti, che ci si parano davanti ogni giorno, possono sembrare iperboli inventate dall’autrice, per chi non conosce la città, ma sono una parte considerevole dell’universo della capitale del “Regno” (spesso sono gli stessi tamarri a dire: «Marò, quanti tamarri che ci sono!»). Certo che “i Tamarri” non sono una peculiarità strettamente napoletana, probabilmente il conto è pari in tutt’Italia, solo che i figli della sirena si agitano in modo più virulento e alzano la voce di più, facendo lievitare il novero dei luoghi comuni su questa città dolente. Ricordiamo un film francese dove il vecchio zio dice al nipotino che alzava la voce: «Smettila di agitarti come un italiano!», e certe disgustose cravatte verdi ostentate in televisione, sono un esempio di tamarrismo peninsulare accertato. Ma Napoli è Napoli.
La deliziosa esegesi che l’autrice ha messo a punto è un divertimento assoluto. Una varietà infinita di categorie umane, livellatesi negli ultimi trent’anni in una rozzezza edonistica, sono sottoposte ad esame autoptico – antropologico. Il come sia riuscita a penetrare con un bisturi dentro la carne viva dei figli dell’antico tamarro Masaniello, resta un piacevole mistero. Le forme della stupidità ostentata come ideologia da questo ceto neo-moderno fanno pensare all’uovo di Colombo, diamine! tutti abbiamo sotto gli occhi questa gente, ogni giorno, come mai non abbiamo pensato di raccontarla? Bhè, ci ha pensato Floriana Tursi.

 

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Un attimo

Felice/mente spossato/a,

un attimo è stato un attimo

neanche il tempo di pensarlo, l'attimo

un grande fiume caldo salito al cuore

e giù fino all'infinito, un attimo

è stato un attimo/ veloce come

cavaliere che rincorre la giumenta

scappata in un attimo e raggiunta

come fiume caldo fuggito dal cuore,

un attimo è stato un attimo.

 

F. Di Domenico 29 XII 2009

 

Un omaggio a due attimi, differiti,

ma unisonici.

 

 

 “…il culo del cammello, smuove le dune
 del deserto…”
 “Pensieri sullo sterco molle delle dune a
 nord di Rabat”
 
 di Zhui El Khan
 


  Il nuovo libro

       La mia prima antologia personale
       21 racconti/ventuno soluzioni di
       vita per chi crede di essere normale.
  
        
         le tre antologie
    che raccolgono miei racconti

        


       

     

    

    

    

    

Arte & Artisti di Famiglia



        

Maria Chiara Di Domenico "Deserto d'oro"

          Scultura & Pittura
          
          
               
                
Ahmed Al Safi
Nato in Iraq nel '71, allievo di Ismail Fattah
padre dell'arte irakena. Vincitore del premio
"Ismail Fattah 2000". L'arte di Al Safi, riflet-
te quella generazione di artisti che negli an-
ni novanta hanno vissuto il disagio dell'emb-
argo
e della dittatura saddamista e, succes-
sivamente dell' ulteriore sfacelo dell'
Iraq con
l'arrivo delle truppe straniere.
Vive e lavora a Issoudun in Francia, nella
splendida regione de "L'Indré".


 The Lord

The Saatchi Gallery - Contemporary art in London

Ahmed Al Safi - "Didò scrittore"




 

     


 

 

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